Il LEI punta alla descrizione etimologica e al trattamento lessicografico di tutta la documentazione italoromanza dalle origini alla contemporaneità (volgari antichi, lingua nazionale, varietà regionali e gergali e dialetti), attraverso lo spoglio e il riesame della documentazione lessicografica e glossaristica precedente (fonti scritte, letterarie e non letterarie), delle fonti atlantistiche, delle monografie e dei dizionari dialettali, con parità di dignità tra fonti scritte e fonti orali.
Il LEI, messo in cantiere intorno alla fine degli anni Sessanta dallo studioso svizzero Max Pfister, già allievo di Walther von Wartburg nell’officina del FEW, viene presentato per la prima volta al mondo scientifico italiano nel 1974 dalle colonne della rivista Medioevo romanzo, animata e (co)diretta da Alberto Varvaro.
Le pubblicazioni iniziano nel 1979 e raggiungono, dopo qualche anno, un ritmo stabile di 4-5 fascicoli l’anno. Al fondatore del LEI sono state attribuite cinque lauree honoris causa (Bari, Lecce, Torino, Roma “La Sapienza”, Palermo). Nel corso del 2006 gli è stata anche concessa una medaglia d’oro del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Fino al 2006, in cui si è materializzato un intervento del Ministero dei beni culturali, i fondi erano quasi tutti di parte tedesca. Il LEI è stato finanziato prima dalla DFG (l’ente nazionale per la ricerca) e poi dalla Mainzer Akademie. Ha giovato al LEI il costante sforzo e incoraggiamento di enti e istituzioni come l’Accademia della Crusca (e in particolare del suo Presidente, Francesco Sabatini).
Le singole sezioni dei prestiti si finanziano autonomamente (quella dei Germanismi con le strutture e i fondi messi a disposizione, nel corso degli anni, dalle Università di Napoli “Federico II” e Orientale e da quella di Salerno; quella dei Francesismi con i fondi del Dèpartement de Sciences du Langage dell’Universitè di Paris VIII).